Guidi Impianti Pesaro a Treviso per coronare il sogno della serie A

Ottanta minuti da giocare col cuore in mano per tentare di agguantare la serie A. E’ quanto dovrà fare domani la Guidi Impianti Pesaro che alle 15.30 sarà impegnata a Treviso contro il Volteco Ruggers Tarvisium nella gara di ritorno della finale per la serie superiore. Una partita che i giallorossi sono costretti a vincere con almeno 8 punti di differenza e realizzando almeno quattro mete. Compito che ai più potrebbe sembrare proibitivo, eppure durante la settimana in casa Pesaro Rugby si è respirato un clima davvero positivo, con i giocatori convinti si tratti di un’impresa possibile. “Spero non si tratti di semplice spavalderia da parte dei miei ragazzi, ma di un modo di pensare positivo che li possa caricare e dare maggiore convinzione nei oro mezzi – spiega alla vigilia il tecnico Ernesto Ballarini – Possiamo vincere e in casa lo abbiamo dimostrato, ma è essenziale crederci dl primo all’ultimo minuto. Se domenica scorsa  in casa avessimo giocato l’intero match come nel secondo tempo il risultato ci avrebbe sicuramente premiato di più”.

Una settimana in cui Pesaro ha cercato di recuperare tutti i giocatori per l’ultima decisiva battaglia di stagione: “Purtroppo abbiamo giocatori che non potranno essere della partita, ma abbiamo convocato tutti gli abili e arruolabili, seppur non certo tutti al top. In settimana abbiamo lavorato bene e con intensità e credo che se difenderemo con ordine potrebbe esser davvero che tornerò in bicicletta, come promesso se vinceremo la finale”.

Tutto questo senza dimenticare che il Tarvisium fra le mura amiche venderà cara la pelle: “Vedremo se cercherà subito di attaccarci per segnare e farci calare l’entusiasmo o se farà un gioco più attendista, forte dei suoi piazzatori che con i calci possono metterci in difficoltà come successo all’andata. Noi dovremo essere bravi a fare il nostro gioco e non farci intrappolare nella loro rete, mettendo pressione e fisicità. Questo senza deprimerci se saranno loro a segnare per primi. Certo che molto dipenderà da quanto cuore riusciremo a mettere in campo e da quanta birra avremo in corpo”.

Di certo a spingerli saranno anche gli oltre cento pesaresi al seguito che sognano quanto e più di loro la grande impresa.